Benvenuta a Elisa Desco, la mamma runner che non smette mai di correre

“Vi racconto le mie giornate alla ricerca della pace”"

Published in News | running |
13 lug 2018
by SCARPA®
Tag: trail running
Benvenuta a Elisa Desco, la mamma runner che non smette mai di correre

Campionessa mondiale di corsa in montagna a squadre nel 2013. Campionessa mondiale di skyrunning a Chamonix nel 2014. Prima alla Matterhorn Ultraks nel 2015. Prima alla Livigno Skymarathon nel 2016. Ferma per la seconda gravidanza nel 2017. E nel 2018 subito ai vertici. “Eh sì, sono una mamma incasinata. Amo correre, amo le sfide. E anche se adesso il mio obiettivo è la famiglia, le due ore al giorno di allenamento non me le toglie nessuno”. Elisa Desco è l’ultima ad essere entrata nel team SCARPA®, ha 36 anni e convive con Marco De Gasperi che ha appena battuto il record di ascesa al Monte Rosa.

 

Una famiglia di superatleti, la vostra. Ma come fate coi figli?
“Non dormiamo mai (ride, ndr). A parte gli scherzi, dobbiamo organizzarci. La mia Lidia ha sette anni, Cecilia è nata a novembre 2017. Giornate piene, davvero. Poi il pomeriggio lavoro nella gelateria che ho aperto con Andrea Prandi, che peraltro ha appena vinto i mondiali junior di scialpinismo. Siamo a Bormio, si chiama Osteria del Gelato”.

 

Che turbinio di professionisti, ma non c’è rivalità in casa?
“Pensa che è Marco ad allenarmi. In verità lui è molto calmo e sereno, sono io che a volte sono più puntigliosa e precisa negli allenamenti. Mi organizzo sempre, la mattina mi prendo un paio d’ore con la baby sitter per potermi rilassare… correndo. E le gare o le fa lui o lo faccio io, anche se a volte devo chiedere aiuto a qualche amica”.

 


Deve spingerti una fortissima motivazione per riuscire ad incastrare tutto quanto e continuare a vincere…
“Penso che a muovermi sia il mio gusto per la competizione. Ho iniziato a correre da bambina per battere una mia amica che l’anno precedente aveva vinto la Stracittadina del paese. Cinque chilometri a perdifiato. Prima temevo la fatica, pensavo che mio padre, runner amatoriale, fosse un pazzo. Adesso invece corro ultramaratone…”

 

A proposito di costellazioni famigliari, tua figlia ha già iniziato?
“La più grandicella è come me. Pigrissima. E tutto sommato anche se non correrà mai, per me andrà bene lo stesso: due pazzi in casa bastano. L’importante è che faccia sport, e questo è un consiglio che vale per tutti: fa bene al fisico e alla salute”.

 



Finirà come te, a correre velocissima sui monti, non credi?
“Potrebbe essere (ride, ndr). Io ho iniziato a correre per sfida. Poi mi sono accorta che mi piaceva tantissimo. Le maratone d’inverno, le campestri, la montagna. Marco è un alpinista nato, io mi sento di più innamorata della corsa. Ero Junior, non ancora diciottenne, che ero già arrivata quarta ai mondiali di corsa in montagna. Le gare lunghe sono iniziate nel 2013. Non mi considero bravissima sui percorsi tecnici, ma mi difendo ovunque”.

 

Adesso poi hai una nuova sfida, quella di tornare competitiva dopo la gravidanza. Come fai?
“Mi alleno più che posso. Ormai ho 36 anni, sulle distanze brevi fatico ad arrivare sul podio. Ma per la mia salute mentale l’importante è che io riesca sempre a ritagliarmi quelle due ore libere al mattino, per rilassarmi e per inseguire i miei sogni”.

 

Sempre di fretta, dunque. Ma come impili le cose da fare in giornate con tanti impegni?
“Quando fai scelte importanti, come quelle di avere una famiglia, devi mettere in conto le priorità. Anche se a volte mi incasino sul serio la vita. Pensa che spesso sogno di non arrivare in tempo ad una gara, di svegliarmi tardi, di non riuscire a partire. Poi mi sveglio sempre in tempo, faccio la colazione per le piccole e inizia la giornata. Quella di una mamma runner che si rilassa solo correndo”.

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