Block&Wall Photogallery

Immagini e voci dal più importante Street Boulder Contest

Published in News | running |
11 mag 2016
by Francesco Paco Gentilucci
Tag: meeting climbing boulder
Block&Wall Photogallery

Quando è nato il Block&Wall?
L'idea nasce da quattro amici al bar nei primi mesi del 2012. Come nasce una manifestazione del genere? Nasce innanzitutto dalla passione comune per una disciplina come l'arrampicata, a 360°; per la volontà comune dei fondatori di portare all'interno di un evento istituzionale una realtà di giovani appassionati; per sfida... più di una persona ci ha criticato all'inizio dicendo che non saremo mai riusciti in un città come Trento fare una manifestazione di arrampicata sui palazzi. 

Il processo che porta una manifestazione nata da una chiacchierata fino ad un evento di cui se ne parla su Rock&Ice Magazine? 
Già dal primo anno con più di 200 partecipanti ci siamo da subito resi conto che Block and Wall è un evento importante in un luogo circondato da montagne e popolato da tantissimi appassionati. Il direttivo non ha fatto altro che renderlo speciale, cercando ogni anno di aggiungere un piccolo tassello ed arrivando alla quinta edizione con l'allestimento di una piazza, con palco, stand degli sponsor e una bella parete per la finale.



L'articolo apparso su Rock&Ice QUI

 

Quanto tempo dedicate alla preparazione di questo evento ogni anno?
Da ottobre a fine maggio e tredici persone (il direttivo)... il primo periodo ci concentriamo sulle partnership con gli sponsor e tutto l'iter burocratico, dopo il contest relazioniamo la manifestazione, presentiamo i risultati.

Trento, dicono, è una città molto difficile in cui organizzare eventi. A te piace Trento? Come riuscite a fare in modo che i vicini non chiamino la polizia?
Personalmente amo e odio Trento quasi nello stesso modo... ho sempre pensato che questa città è come un diamante grezzo dove basterebbe molto poco per farlo risplendere ed essere da traino e di esempio per tanti altri comuni. Non nascondo che i primi anni è stata dura, sia far capire alle istituzioni cosa volevamo fare, che rassicurare la popolazione che non alleniamo nessuna squadra di ladri. C'è però da dire che tanti privati hanno creduto subito in noi, affidandoci i propri edifici e sostenendoci economicamente, tanto che Block and Wall ad oggi non ha mai attinto alle risorse economiche pubbliche.

Le vostre maglie sono sempre andate a ruba. Ci sono anche locali che le tengono appese tutto l’anno come fossero dei quadri. Chi è l’artista?
L'artista autore delle grafiche è Bijan Tehranian. La maglietta per noi è importante quanto la tracciatura dei blocchi, l'organizzazione ecc.... ogni anno investiamo parte del bilancio per comprare le magliette, questo ci rende liberi di scegliere i colori ed elaborare la grafica che più ci piace. Avendo un budget ristretto ne facciamo fare poche centinaia e premiamo i più affezionati, cioè coloro che si iscrivono per primi.  

I partecipanti da dove vengono?
Da tutto il nord Italia ma in questi ultimi anni abbiamo avuto anche diversi gruppi stranieri, quest'anno ad esempio è venuto un gruppetto di ragazzi dalla Francia.


Quanto siete orgogliosi di questo evento? Quali le soddisfazioni più grandi?
Siamo molto orgogliosi del nostro evento ma cerchiamo di rimanere sempre con i piedi per terra, abbiamo tutti un lavoro e per noi l'associazione Block and Wall è uno stimolo continuo. La soddisfazione più grande sono i feedback che dopo la manifestazione arrivano, i complimenti dei partecipanti che li ritroviamo l'anno successivo, la corsa alla maglietta (quest'anno abbiamo preparato 400 pacchi gara, di cui i primi 200 completi di maglietta, sono volatilizzati in meno di 24h) e la consapevolezza di aver fatto qualcosa di diverso all'interno della nostra città.


Chi traccia i blocchi della manifestazione?
Walter Matteotti, Andrea Pandini e Alberto Carente, tre ragazzi che si sono uniti al direttivo subito dopo la prima edizione, uno di loro è tracciatore Fasi. Facendo nomi, trovo corretto presentare il resto del direttivo: Marcello Mattevi, Francesco Boriello, Cristiano Casagranda, Nicola Dallatorre che si occupano della logistica, service e musica per il contest, organizzazione volontari e danno supporto alla tracciatura; Egon Piacini, l'architetto che verifica che i muri siano solidi assieme ai tracciatori; Denis Orvieto alle relazioni con gli sponsor e gestione della piazza; Massimo Miclet gestione social e speaker della manifestazione; Marco Busacca gestisce video e foto; io (Demis Polini, vice) e Giordano Mazzini (il presidente), la parte burocratica, permessi e coordiniamo generale.   

Vogliamo dei consigli da veri locals:
Posto migliore (se non è segreto) dove scalare all’aperto vicino Trento. Dipende da che specialità fai... per quanto concerne la falesia, a meno di 5 min c'è la Vela e a 15 min il monte Celva, due falesie storiche molto belle. A mezz'ora da Trento abbiamo trovato un muro che chioderemo a breve, ma questo è ancora Top secret!! Per il boulder ai Lavini, vicino a Rovereto, ci sono blocchi molto interessanti e un'altra location è Corniano.

Posto migliore dove mangiare una pizza in città
Uva e Menta, da Albert due ottime pizzerie in centro. 

Aperitivo dove si spende meno
Al bar Picaro in Piazza Santa Maria Maggiore.  

Miglior gelateria della città
Forse Grom in Piazza Duomo

Posto dove andare a rilassarsi/portare la ragazza conosciuta al Block&Wall
Pranzo al sacco e parco delle coste a fare un po di traversi e magari un po’ di slack.



Siete lo Street Boulder più importante d’Italia al momento, che programmi avete per i prossimi anni?

Ci sono varie cose da perfezionare ma la formula è rodata, ci saranno novita anche per le prossime edizioni, ma non voglio svelare altro...la cosa importante è trasmettere la passione che ogni anno dedichiamo all'evento.

Di qualcosa a qualcuno che quest’anno non c’era all’evento …
Un giorno all'anno puoi scalare i muri della città... gli altri 364 giorni puoi fare le solite cose, non mancare al prossimo appuntamento!




Credits: Gruppo Itas assicurazioni, Cassa Rurale di Trento e Apt
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