Courmayeur e Chamonix, così vicine ma così diverse

Rudy Buccella, Capo Guida di Courmayeur, racconta i colori e i contrasti del suo paese: “Chamonix è una città, là funziona sempre tutto. A livello commerciale forse a noi manca un po’ di grinta, ma viviamo in un ambiente veramente unico”

Published in News | mountain |
23 lug 2018
by SCARPA®
Tag: alpinismo mountaineering
Courmayeur e Chamonix, così vicine ma così diverse

Stringono il Monte Bianco in un abbraccio da Nord a Sud. Per essere collegate tra loro, unire una linea d’aria di appena 20 chilometri, l’uomo ha dovuto ingegnarsi con mirabolanti imprese ingegneristiche: il traforo, che buca le viscere del tetto d’Europa, è uno dei tunnel più lunghi del continente. Verso il cielo invece, la funivia dei Ghiacciai collega Italia e Francia tramite impianti a fune, passando sopra a rosse guglie di granito ed ai crepacci di un tormentato mare di ghiaccio.

Courmayeur e Chamonix sono due poli. Attraggono turisti, alpinisti e amanti dell’avventura, ma come i magneti si respingono tra loro, mantenendo ognuna la sua identità ed il suo carattere. Abbiamo incontrato Rudy Buccella, della Società Guide Alpine Courmayeur, per scoprire il suo paese e guardare con i suoi occhi da guida esperta il Massiccio del Monte Bianco e la vita che scorre attorno.

Rudy, qual è la cosa più bella del vivere a Courmayeur?
L’ambiente che ci circonda è veramente unico: una valle stretta, severa, si incunea e ti avvolge. E poi, quando ormai stai per schiantarti sulle pareti del Monte Bianco, si aprono a destra la Val Ferret e a sinistra la Val Veny. E il paradiso continua.

Che cosa differenzia Courmayeur da Chamonix?
Chamonix è una città, lì funziona sempre tutto, non si va mai fuori stagione. Courmayeur invece è un grazioso paese di montagna, particolare e curato. Forse a livello commerciale ci manca un po’ di grinta, ma abbiamo un patrimonio davvero invidiabile.

Com’è cambiata Courmayeur da quando c’è la Skyway?
Il Monte Bianco non è nato con la funivia, ma sicuramente l’opera futuristica della Skyway ha amplificato il flusso di turisti. A livello mediatico poi è stato proprio un salto in avanti. Però c’è da dire che la Skyway non è Courmayeur, non si trova a Courmayeur. Il paese rimane un po’ tagliato fuori, nel bene e nel male.


Chamonix è considerata una capitale mondiale dell’alpinismo. Come si difende Courmayeur?
A Chamonix sono partiti prima di noi, ancora nel 1924 con le prime Olimpiadi invernali. Chamonix e Courmayeur sono ora collegate dal traforo, ma prima erano due mondi a sé stanti. Chamonix era facilmente raggiungibile da tutta Europa. Bastava atterrare a Ginevra, e in qualche ora alpinisti e visitatori si trovavano ai piedi del Monte Bianco. Ben più complicato invece addentrarsi fino in fondo alla Val d’Aosta.

Il versante italiano del Monte Bianco è più difficile. È per caso più difficile anche il mestiere di guida?
Non direi proprio. Ora è abbastanza indifferente fare base a Courmayeur o Chamonix: le guide lavorano su entrambi i versanti senza problemi. Prima del traforo invece...


Il tuo lavoro è strettamente legato all’ambiente, sul quale hai un occhio costante e privilegiato. Come influiscono i cambiamenti climatici sui due versanti del Monte Bianco?
Le montagne sono cambiate, stanno cambiando, su tutti i versanti. Si vede palesemente, ad occhio nudo, anche osservando un tempo limitato come gli ultimi cinque anni. Anche il clima sta cambiando, gli inverni ad esempio sono più secchi. Ma non importa, ci si adatta. Ora magari si trovano condizioni favorevoli per alcune salite in periodi dell’anno diversi rispetto ai decenni passati.

 

Grazie Rudy. Un augurio di buon lavoro e buona stagione estiva a te ed a tutto il gruppo guide di Courmayeur da parte del team di SCARPA. Continuate a prendervi cura di questa valle e promuovere sicurezza e cultura di montagna ai piedi ed in cima al tetto d’Europa!

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