DoloMitiche 2 – Brenta Base Camp

28 Luglio - 2 Agosto Rifugio Pedrotti alla Tosa, Dolomiti di Brenta. Alessandro Beber e Alessandro Baù

Published in News | climbing |
24 lug 2014
by Scarpa
Tag: alpinismo, mountaineering, arrampicata in montagna

Mancano pochi giorni all’inizio del progetto “DoloMitiche 2.0 – Brenta Base Camp” promosso dalla ormai consolidata coppia di cordata Ale&Ale.

L’iniziativa sintetizza le esperienze alpinistiche maturate fino a qui da parte di entrambi ed è la naturale evoluzione del progetto doloMitiche. 
DoloMitiche 2.0 è un nuovo progetto che prevede l’apertura di vie nuove, per dimostrare che il grande alpinismo non appartiene solamente al passato, e che le Dolomiti offrono ancora sfide e terreno d'avventura in abbondanza anche per le nuove generazioni. Il tutto con approccio classico, in controtendenza con l’alpinismo mordi e fuggi, ma prendendosi il tempo per stare in montagna e vivere l'esperienza alpinistica in tutte le sue sfumature, senza corse e senza affanni.
È così che dal 28 al 2 agosto verranno aperte tre vie nuove d’arrampicata su tre pareti diverse attorno al rifugio Pedrotti alla Tosa, nelle Dolomiti di Brenta.

Il racconto di Alessandro Baù:

Nel 2012 mentre salivamo alle Cime di Ceremana per aprire la “Via degli Sposi” (da li a poco sarei convolato a nozze con Claudia) non facevamo altro che parlare di stili di vita, pareti e sogni; ogni tanto ci si fermava solo per rifiatare. Ale era nel vivo del suo geniale progetto “Dolomitiche” che aveva, come logica conseguenza, l’apertura di nuovi itinerari cioè il programma attuale “Dolomitiche 2.0”. Ovviamente quando mi è arrivato il suo invito, non potevo proprio rifiutare!
La nostra cordata, fin dagli inizi, è sempre stata mitica per motivazione, divertimento e risultati ottenuti; l’ultimo della serie è stata l’apertura di Colonne D’Ercole in Civetta ed è proprio da li che siamo partiti. Ci siamo chiesti cosa avremmo potuto migliorare di quella magnifica esperienza vissuta anche con Nicola (Tondini ndr) e siamo arrivati alla conclusione: IL TEMPO.
In tre anni abbiamo fatto fatica a ritagliare qualche giornata al lavoro per stare in parete, avere la tranquillità ed essere riposati per rendere al meglio. Arrivavamo ai rifugi sempre a notte fonda e, con due o tre ore di sonno, si partiva per giornate memorabili…era proprio impossibile completare la salita in un unico tentativo. E così ci siamo presi il tempo che serve per stare tra i monti, in compagnia, attaccare e rimanere in parete fin quando si esce in cima, senza la frenesia dei nostri giorni.
Entrambi abbiamo una bella lista di progetti e di pareti su cui piantare qualche chiodo. Partire dal Brenta per me è uno stimolo in più perché li ho fatto solo una ventina di ripetizioni, quindi è un ambiente che scopro molto volentieri!
Speriamo che il meteo di questa pazza estate sia clemente; noi la testa, l’entusiasmo e i chiodi li abbiamo già impegnati! Le pareti ci aspettano…


L’intervista a Alessandro Beber:

Puoi spiegarci di cosa si tratta?
Il Brenta Base Camp è la naturale evoluzione del progetto DoloMitiche, la serie di reportage sull'alpinismo trentino iniziata nel 2011 (www.visittrentino.it/dolomitiche).
Dopo aver ripercorso le tracce ed indagato lo stile degli alpinisti delle scorse generazioni, era giusto mettersi in gioco in prima persona.

In che modo?
Andando ad aprire dei nuovi itinerari d'arrampicata, per dimostrare che l'alpinismo è tuttora “vivo e vegeto” e soprattutto che le Dolomiti nel 2014 offrono ancora un vasto terreno d'avventura per le nuove generazioni...basta aver voglia di mettersi in gioco!
A questo proposito il 150° anniversario dalle prime esplorazioni alpinistiche nel gruppo di Brenta, cadeva “a fagiolo” !!

E il team di scalatori da chi è composto?
Ovviamente non potevo non coinvolgere Alessandro Baù, che è l'amico con cui ho condiviso tutte le tappe più importanti della mia evoluzione alpinistica e con il quale ho maturato nel tempo una sintonia assoluta... e poi i miei amici e colleghi del gruppo Guide Alpine Mountime, con i quali condivido quotidianamente le gioie e le fatiche della professione di guida.

Come si svolgerà nel concreto la cosa?
Dal 29 luglio al 07 agosto faremo base fissa al Baito dei Massodi, sul sentiero che dal rifugio Selvata conduce al rifugio Pedrotti, e da lì ci muoveremo alla ricerca delle nostre “vie” d'arrampicata. L'impostazione voleva essere quella di una piccola spedizione sulle montagne di casa, dove vivere a tutto tondo l'esperienza alpinistica, senza i ritmi frenetici che ci impone la vita moderna, valorizzando il più possibile anche gli aspetti sociali e relazionali.

In che senso?
Durante l'apertura delle vie nuove, molti amici si alterneranno nelle scalate in parete, e molti altri ci raggiungeranno al Campo Base per il semplice gusto di stare assieme in montagna. Allo stesso modo tutti quelli che vorranno passare a trovarci, per fare due chiacchiere alla sera o per seguirci in parete durante il giorno, saranno i benvenuti!

Un alpinismo condiviso, insomma!
Assolutamente sì, come era fino agli anni '70, quando l'alpinismo aveva una dimensione popolare e partecipata, e appassionava anche molti non scalatori.

E le incognite?
Beh, le incognite sono molte, a partire dalle condizioni meteorologiche che speriamo siano favorevoli, passando per le difficoltà che troveremo in parete.
Il bello dell'aprire una via nuova sta esattamente nel provare a tramutare una linea di salita immaginaria in un qualche cosa di realmente fattibile, che non è sempre scontato. Quindi c'è anche la concreta possibilità di tornare a casa con un “nulla di fatto”, ma avremo comunque speso 10 giorni in compagnia tra le montagne più belle del mondo, a inseguire la nostra passione, il che non vedo come possa costituire un insuccesso !!


Per maggiori informazioni:
APT Dolomiti Paganella, Ufficio di Molveno
Tel. 0461 586924; Fax 0461 586221
e-mail: infomolveno@visitdolomitipaganella.it
Web: www.dolomitimolveno.com
Facebook: www.facebook.com/molvenoholiday
Blog: discoverbrentadolomites.tumblr.com

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