Heinz Mariacher

L’arrampicata ha arricchito la mia vita come nessun’altra attività, è come una seconda vita in un mondo diverso...

Sono in giro sulle rocce da molto tempo, un tempo così lungo che ho avuto l’opportunità di arrampicare con alcuni dei pionieri dell’arrampicata libera classica in montagna molto prima del diffondersi dell’arrampicata sportiva moderna.

La mentalità e l’entusiasmo dei miei predecessori erano molti simili ai miei e non penso che la generazione attuale abbia sensazioni molto diverse. Anche se l’arrampicata è diventata molto popolare e si sta trasformando sempre di più in un puro sport, ci sono ancora arrampicatori giovani ed entusiasti che cercano l’incognito e sono affascinati dello spirito originale, dall’idea della libertà personale lontana dai limiti e dalle regole della società di massa.

Nei tempi di cambiamento io ero uno dei pochi "alpinisti vecchio stile“ che avevano abbracciato l’arrampicata sportiva come una nuova sfida e a metà degli anni ottanta ero tra i primi in Italia ad esplorare il 7c, l’8a e l’8b. Nonostante ciò non avevo mai dimenticato le mie origini e continuavo a considerare l’arrampicata in montagna come un gioco differente con regole differenti. Dopo molti anni di arrampicata sportiva sono ancora convinto che in montagna lo stile sia più importante dei gradi.

Heinz Mariacher


Nato in una cittadina austriaca, Heinz scopre l’arrampicata molto presto, all’età di undici anni fa la sua prima via "free solo“, salendo una via in montagna di V grado in scarpe da ginnastica.

Negli anni Settanta Heinz sale in solitaria alcune delle vie più dure del momento sulle montagne di casa e in Dolomiti. Per ricordarne alcune: il Pilastro Rebitsch alla Fleischbank, Kaisergebirge (1973), la Schmuck alla Fleischbank (1973), la Cassin alla Cima Ovest di Lavaredo, la Comici alla Cima Grande di Lavaredo, la Egger alla Cima Piccola di Lavaredo (1974), la Lacedelli alla Cima Scotoni (1974), la Vinatzer alla Marmolada (1975). L’idea spontanea di salire in free solo (on sight) la Conforto sulla Marmolada, 800 metri in 4 ore (1979) testimonia una nuova mentalità di sfidare le grandi pareti in Dolomiti. Anche la salita free solo degli 800 metri della Don Quixote in Marmolada in 1 ora e 20 minuti (1985) accade casualmente durante una passeggiata sotto la parete.

In 1977 Heinz apre una via nuova nel Karwendel, Charlie Chaplin sulla Laliderer, 800 metri, salendo tutto in libera, usando solo qualche chiodo per protezione, una via che per quel periodo è una pietra miliare per le nuove ascensioni in libera in montagna. Sulla Marmolada seguono altre vie nuove in questo stile: Don Quixote, Vogelwild, Abrakadabra e Tempi Moderni.

Negli anni Ottanta Heinz si mette in luce come pioniere del free climbing nella zona di Arco e prende parte nell’evoluzione dell’arrampicata sportiva. Kendo, 8b+, in 1986 è una delle vie più dure di quel periodo. Tempi Modernisssimi, 7c+, 300 metri, chiodata dal basso, è la prima via di questo stile e difficoltà in Dolomiti. Nel 1987 segue la prima salita Rotpunkt della Via del Pesce, 7b, 900 metri in Marmolada. Pure nel 1987 Heinz è tra i primi a ripetere Rude Boys, 5.13c, e Monkeyface, 5.13d, Smith Rocks, Oregon.

Come produttore cinematografico Heinz si aggiudica, fra altri riconoscimenti, il premio per il "miglior film d’arrampicata“ (Ritorno al silenzio) nel 1993 al prestigioso Mountain Film Festival di Banff.

Heinz ha anche fatto storia come designer di scarpette d’arrampicata, iniziando dal famoso modello "Mariacher“ nel 1982, per arrivare alla sua attuale collaborazione di successo con SCARPA.


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