Marcello Cominetti

Mi piacciono le grandi avventure, l'incertezza e l'isolamento e se devo privilegiare un aspetto in quello che mi propongo di fare, è la qualità dell'emozione che provo.

L'alpinismo per me è sempre stata voglia di vivere, anche quando, per puro spirito di ribellione, iniziai a frequentare un gruppo di "figli dei fiori" più grandi di me che scalavano le montagne. Vivevo a Genova, la città dove sono nato nel 1961 e a quei tempi - eravamo nel pieno degli anni '70 - l'arrampicata sportiva come la vediamo oggi, doveva ancora nascere e alla base delle pareti non si parlava di gradi ma di politica, filosofia, luoghi lontani davvero e si beveva vino.

Si portava spesso una chitarra e si dormiva nelle grotte o nelle baite abbandonate e le selvagge Alpi Marittime erano l'obiettivo dei fine settimana. Il Bianco e le Dolomiti quello delle vacanze estive. Quindi oggi tra le tante cose che mi piacciono c'è anche l'alpinismo perché è stare nella natura, andare controcorrente e stare scomodi. Essere alpinisti per me significa vivere in un certo modo e vedere nelle montagne un eterno ritorno alle origini lasciando a valle tutte le cose inutili che la nostra società ci fa credere che siano indispensabili.

L'alpinismo mi è sempre e così tanto piaciuto da farmi diventare guida di montagna e da farmi credere che avrei perfino potuto viverci. Tutto vero. Giuro. Ancora oggi mi piacciono le grandi avventure, l'incertezza e l'isolamento e se devo privilegiare un aspetto in quello che mi propongo di fare, è la qualità dell'emozione che provo.

Non cerco di "superare i miei limiti" perché se così fosse non sarebbero tali e combatto da sempre contro i luoghi comuni, vere tombe della fantasia e dei sogni.

Vivo in una valle delle Dolomiti da 30 anni, con la mia compagna abbiamo 5 figli e per diletto e per passione viaggio abbastanza tra la Patagonia e l'Himalaya, tra gli altri posti. Sono curioso e conoscere popoli, valli e culture mi ha sempre fatto bene. La chitarra non l'ho del tutto abbandonata perché la suono in una rockband quando ho le dita non troppo indurite dalla roccia.

Con gli sci ai piedi ho vissuto un po' tutta l'epopea del cosiddetto "sci estremo" realizzando anche delle belle prime e portando più o meno sempre la pellaccia a casa. Quello che oggi si chiama freeride per me è semplicemente sciare. Il telemark l'ho praticato fin dal 1983.

Devo ringraziare per tutto questo la mia famiglia e la mia irrequietezza e spero che duri ancora a lungo.


Highlights

Negli anni ’80 ho aperto diverse vie nelle Dolomiti e in Sardegna e sono diventato guida alpina. Negli stessi anni ho cercato di fare dei concatenamenti di più vie in velocità, riuscendoci abbastanza. Nel ’92 ho accompagnato, prima guida al mondo, un cliente sul Fitz Roy. Ho fatto la guida su vari 6000 dell’Himalaya e sull’Ama Dablam ma l’altissima quota non è tra le mie passioni. Ho guidato diverse spedizioni sulle Ande e nello Hielo Patagonico Sur, uno dei miei posti preferiti.

Ho fondato e gestito con altri soci un’Agenzia di Trek e Spedizioni per diversi anni ma dal 2009 ne sono uscito per dedicarmi solo alla professione di guida e alla musica. Collaboro con diverse ditte nel campo dell’outdoor offrendo in cambio: esperienza, quella che si fa solo col tempo e la fortuna.


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