Rolando Garibotti

Quando avevo sette anni la mia famiglia si è spostata nella città di Bariloche, nella Patagonia settentrionale, a causa dei problemi che affliggevano l’Argentina negli anni Settanta. Per me è stata una fortuna perché quella regione è una specie di paradiso, la risposta del Sud America alla Svizzera, per quanto riguarda il paesaggio. Le piste da sci mi hanno portato allo scialpinismo, e questo a sua volta all’arrampicata, un’attività che mi sembrò immediatamente degna da praticare.

In quei tempi non c’erano molti scalatori in Argentina e dovevamo inventarci molti aspetti di questo sport. Arrampicatori in visita si rivelarono importantissimi. Eravamo così ansiosi di imparare, eravamo come delle spugne. La generale ignoranza sull’alpinismo giocava in nostro favore perché godevamo di una grande libertà. All’età di quindici anni sono andato per la prima volta nella “vera” Patagonia, salendo l’Aguja Guillaumet, la più piccola torre di granito del massiccio, con un compagno a malapena un anno più vecchio. Quell’arrampicata rimane una delle più grandi avventure della mia vita. Allora c’erano così tante incognite.

Col passare del tempo l’arrampicata mi ha portato nelle montagne del mondo. Ho iniziato a viaggiare nel 1989, quando ho compiuto diciotto anni, e non ho mai smesso da allora. Ho vissuto per lunghi periodi in tre continenti diversi. Oggigiorno divido il mio tempo tra le Alpi e la Patagonia, passando ciascuna metà dell’anno in un emisfero differente.

Climbing has been the vehicle that has provided a sense of purpose in life. That passion has shifted and changed over the years, but contact with the natural environment has continued to be the one thing that gives me a degree of satisfaction.

L’arrampicata è stata il veicolo che ha dato un senso di scopo alla mia vita. Questa passione si è spostata ed è cambiata nel corso degli anni, ma il contatto con l’ambiente naturale ha continuato a essere la cosa che mi dà un grado di contentezza.

Nel 2012, insieme a Dörte Pietron ha pubblicato una guida completa sui massici della Patagonia.


Highlights

Yosemite. El Capitan. 

  • The Shield, in 18:20 ore - record in quel momento (1994). Triple Direct, in 8:20 ore - record in quel momento (1994).  
  • Aquarian Wall, in 29 ore - record in quel momento (1994).  
  • Sunkist, in 26 ore - record in quel momento (1993).
  • Salathe Wall, in 9:01 ore (1994)
  • Nose, in 5:48 ore (1994).

Canada. 

Primo e più veloce concatenamento di tre delle cascate di ghiaccio più conosciute del Canada: Polar Circus, Weeping Wall/Weeping Pillar e Slipstream, in 15:15 ore da macchina a macchina, complessivamente 1700m di arrampicata fino a WI6 (2002). 

Alaska.
Mount Foraker (5500m), The Infinite Spur, quarta e più veloce ripetizione, in 25 ore (2001).

Wyoming.
Grand Teton (4300m), The Grand Traverse, traversata di dieci cime con 4000m di dislivello (fino al 5+) in 6:49 ore, ancora oggi il tempo record (2000).  

Patagonia. 

  • Cerro Torre - El Arca de los Vientos, via nuova, prima salita della cima da nord (2005).
  • Cerro Torre - Traversata del Torre (Aguja Standhardt, Punta Herron, Torre Egger e Cerro Torre), via nuova (2008).
  • Cerro Torre - Altre due salite della cima.
  • Cerro Fitz Roy - Tehuelche, prima salita integrale della via e della parete nord, in stile alpino in due giorni (1996).
  • Cerro Fitz Roy - Slovak Route, prima ripetizione e prima salita in stile alpino, in 30 ore (1999). 
  • Cerro Fitz Roy - Mate, Porro y Todo lo Demás, via nuova, in 10 ore. 
  • Cerro Fitz Roy - Traversata Care Bear (Aguja Guillaumet, Aguja Mermoz, Cerro Fitz Roy), seconda e quarta salita (nel 2008 e 2010).
  • Cerro Fitz Roy - Altre cinque salite del Cerro Fitz Roy (tra il 1996 e il 2012).
  • Aguja Guillaumet, prima salita solitaria (1/1988)
  • Aguja Saint Exupery, seconda salita solitaria (1997).
  • Aguja Mermoz, seconda salita solitaria (2001). 
  • Due salite della Torre Egger e due della Punta Herron.
  • Cinque salite della Aguja Standhardt (tra il 1994 e il 2008).
  • Cerro Paine Grande, seconda salita, via nuova (2002).
  • Cerro Mariano Moreno, prima salita solitaria (9/2001). 
  • Cerro Murallón, seconda salita confermata (2003). 

Dolomiti.  

Marmolada - Tempi Moderni, salita invernale (2001). Attraverso il Pesce, salita invernale (2001). 

Premi/Riconoscimenti

Ha rifiutato la candidatura al Piolet d'Or nel 2006 e 2009, obiettando quanto non abbiano senso i premi per l'alpinismo. Ha ricevuto il titolo di Cavaliere della Repubblica dal Governo Italiano nel 2009. 

Lavoro.

Ha lavorato come guida alpina dal 1996, in USA, Alaska, Canada, Africa, Antartide, Vietnam, Patagonia, le Alpi, etc. Tra il 1992 e il 1999 ha collaborato alla produzione di film pubblicitari e documentari. Ha pubblicato fotografie e articoli in riviste, giornali e cataloghi in tutto il mondo, come Le Monde, National Geographic, The Observer, Gazzetta dello Sport, Outside, La Stampa e riviste d’arrampicata di oltre 15 paesi. Nel 2012, insieme a Dörte Pietron, ha pubblicato Patagonia Vertical, la prima guida al massiccio del Cerro Fitz Roy e del Cerro Torre. 

 
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