Dallo snowboard al riposo, ecco i consigli dei top runner per l’allenamento invernale

Ormai il grande freddo è giunto, e correre sui monti è praticamente impossibile. Avete mai pensato al crossfit? I suggerimenti del team SCARPA®

Published in News | running |
10 feb 2019
by SCARPA®
Tag: trail running
Dallo snowboard al riposo, ecco i consigli dei top runner per l’allenamento invernale

Siamo in pieno inverno. I sentieri diventano lastre di ghiaccio misto a fango, la temperatura scende sotto lo zero anche quando brilla nel cielo il sole del mezzogiorno. È l’era del grande gelo, delle tempeste di neve, dell’aria in montagna che ti spacca i polmoni e ti gela il cuore. E per chi ama la corsa in montagna è un periodo di apparente quiete, perché allenarsi tra le rocce e i gli spuntoni non è facile con questo meteo. Le alternative non mancano. A partire dal riposo, che serve a ricostruire muscoli e tendini portati al punto di rottura nelle sfide di endurance estive. Proseguendo poi con attività fisiche diverse dalla corsa, per mettere in azione fibre altrimenti dimenticate. Infine, c’è pure chi continua a correre. Ecco come nelle parole dei top runner del team SCARPA®.

Partiamo con Francesca Canepa, che ha chiuso la stagione con una prestazione epica, prima donna italiana a vincere l’UTMB. Lei è della linea del “riposo allenante”; anche perché è una purista: non ama correre indoor. “Per chi ama la natura è un controsenso”, dice. “Io punterei a utilizzare i mesi più freddi per avviare un bel lavoro di costruzione muscolare, e magari abbinarci qualcosa che aiuti un po’ la mente, tipo yoga o simili. Detto questo, chi avesse poi la possibilità di passare qualche weekend in montagna potrà divertirsi con fondo o sci alpinismo, anche se io suggerirei piuttosto di provare magari qualcosa di completamente diverso, tipo lo snowboard: uscire dagli schemi fa molto bene al corpo. Nuovi movimenti sono come nuove parole che arricchiscono il linguaggio e la memoria muscolare, e tornano sempre utili”.

Stefano Fantuz rivendica poi che lo sport perfetto per allenarsi è sempre quello, lo sci alpinismo. Ma il suo difetto è il fatto che è fattibile solo da chi vive tra i monti. “Per chi come me non lo pratica o vive lontano dalle montagne il mio consiglio è di dedicarsi per almeno due mesi a sport differenti per rigenerare mente e corpo dopo la lunga stagione delle gare, mantenendo comunque qualche allenamento di corsa per non perdere troppo il ritmo”, dice Fantuz. “Un po' di bici, nuoto, qualche camminata in salita o altri sport poco traumatici sono utili per recuperare al 100% le energie spese nei mesi della preparazione estiva mantenendo comunque un buono stato di forma. Inoltre l'esercizio di potenziamento muscolare fatto in palestra o anche in casa è fondamentale per rinforzare la muscolatura che serve quando si corre in discesa e soprattutto per le competizioni trail di lunga durata, oltre che a prevenire gli infortuni”. 

Ci sono poi i consigli di Jovica Spajic, che da poco ha affrontato la Endurance Run di Moab 240 miglia negli Stati Uniti. D’inverno, come dopo gare di questa portata, secondo lui è decisivo il “recupero attivo”. “Faccio gli esercizi per rafforzare le gambe con pesi e manubri liberi e con esercizi di kettlebell, alcuni cross training e crossfit con bodyweight”, spiega. “Ma dedico del tempo anche al ciclismo, al canottaggio, free climbing su roccia artificiale, faccio poi del lavoro di esercizi di equilibrio, ma dedico una notevole attenzione anche agli esercizi di stretching e di pliometria forte. Ma non basta, in questo periodo penso anche al cibo: preparare cibi sani e un piano nutrizionale di qualità è una parte vitale, che vale quanto un allenamento”.

Ovviamente non puoi impedire ad un runner di correre, e ben lo sa ad esempio Giulia Scardoni, che vive in montagna e coglie l’occasione della stagione invernale per insegnare sci da fondo ed allenarsi, magari con il consueto rito dello sci-alpinismo. “Ma ovviamente mi piace anche correre sulla neve, è stupendo”, dice lei. E c’è pure chi, come Moreno Pesce, invece è più concentrato sul recupero fisico. Lui, d’altro canto, corre con una gamba sola dopo l’amputazione e quindi deve essere assolutamente preparato. “Nei periodi di stop, lavoro a basso cardio per la rigenerazione del cuore”, spiega. “Ma mi piace anche andare in piscina, fare handbike in palestra, dove lavoro con carichi pesanti nei momenti di fermo, ma proseguo anche durante le gare con carichi costanti e leggeri. Lavoro poi anche sulla respirazione diaframmatica e nasale, che sono fondamentali. Ed infine sto molto attento all'alimentazione non tralasciando però il buon bere in sana compagnia”.

Un altro amante dello scialpinismo è Daniel Jung. “Durante la stagione invernale mi alleno nello sci alpinismo, mi piace anche gareggiare in alcune competizioni”, dice. “Ma quando ho tempo vado anche a scalare in palestra o faccio qualche fuori pista sciando con gli amici. Se c’è il sole, vado a correre almeno una volta alla settimana, per non dimenticarmi troppo cosa significhi correre. E poi c’è la bici, ci sono un sacco di opportunità per allenarsi. Ho poi deciso di prendermi anche un allenatore, che mia aiuta nell’attività e nella ginnastica”.

Ci sono infine Ivano Molin e Luca Cranner Sovilla. Il primo oltre ad essere un atleta d’elite è pure organizzatore di gare di skyrunning, il secondo è il rappresentante del Team Peggiori. Molin sconsiglia la corsa d’inverno, che “può essere traumatica per articolazioni e tendini, oltre ad essere più stressante a livello mentale”. Per questo, propone di “fare qualche uscita con gli sci di fondo oppure con gli sci da alpinismo, che serve ad aumentare la forza negli arti inferiori e garantisce un ottimo allenamento a livello cardiaco. Senza dimenticare che attraverso questi sport possiamo godere di panorami mozzafiato che correndo su strada invece non avremmo modo di apprezzare”. Anche Cranner è certo dell’importanza del riposo. “Abito tra i monti – dice – ma nonostante questo perenne invito a salire i mesi freddi li uso per spianare molto, far qualche chilometro anche in piano e qualche esercizio in pista sempre se le condizioni meteo non sono pessime. Se pioggia o freddo sono pesanti allora mi concedo qualche chilometro su una vecchia cyclette in garage”.

 

 

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