Due nuovi 8c+ per Giuliano

Giuliano Cameroni inarrestabile cavalca la sua onda, in Ticino si aggiudica altre 2 prime salite di livello mondiale, entrambe destinate a diventare leggendarie

Published in News | climbing |
14 mar 2019
by SCARPA®
Tag: climbing
REM, Cresciano, Ticino , CH credits Hannes Kutza Poison the Well, Brione , CH credits Paul Robinson

I miei blocchi più difficili (8C+ FA) 

(Brione - Poison the Well     +     Cresciano - REM)

 

In novembre, prima di andare in Spagna, avevo adocchiato e investito una sessione su due progetti fantastici, uno a Cresciano e l'altro a Brione. Entrambi sono capolavori, linee difficilissime e su roccia gneiss perfetta, ed entrambi condividono la partenza con due linee molto famose, Dreamtime (il primo 8C del mondo) e Pamplemousse (magnifico 7C+).

Il progetto di Dreamtime si apre con una sequenza di forza su prese spioventi che conduce a una spallata sinistra e a una micro tacca con la mano destra. Da questo punto in poi, la situazione si complica: ovunque si guardi non si vede che roccia liscia, salvo che per un appiglio lontanissimo, quasi troppo lontano perché credessi fosse raggiungibile.

Per quel che riguarda la linea a Brione, si tratta di un pannello grigio a 45 gradi composto da sette appigli perfetti. Per connettere i movimenti sono necessari sia forza di dita che forza di spalle.

Tornai in Ticino il primo di gennaio, motivato a trovarmi un progetto estremo per l'inverno. Dopo una settimana di adattamento e qualche sessione in più, riuscii finalmente a comporre il puzzle dei movimenti. Eseguire i singoli passaggi è come trovare la combinazione di una cassaforte: si sa che è possibile aprirla, ma per riuscire a farlo bisogna pianificare al meglio le proprie mosse. E così incominciai a curare ogni piccolo dettaglio, ponderando giorno dopo giorno il miglior momento per agire.

Le sensazioni si rivelarono sin da subito buone, tuttavia i risultati continuavano a farsi attendere. Dopo un mese di tempo speso unicamente a provare i due progetti, tensione e insicurezza diventavano sempre più concrete: problemi alla pelle e mancanza di convinzione/fiducia si rivelarono essere i motivi dell'insuccesso di gennaio.

Con l'arrivo del caldo, la finestra per completare i progetti diventava più piccola. Nel frattempo mi aveva raggiunto Jimmy Webb, così decisi di concentrarmi specificamente sul progetto di Brione, visto che anche lui lo stava provando intensamente. Entrambi cadevamo costantemente all'ultimo movimento, avvicinandoci sempre di più al successo. Poi, d'un tratto, il 12 febbraio, all'ultimo tentativo del giorno, mi ritrovai in cima al sasso. Tutto aveva combaciato perfettamente, e la gioia per la prima salita di Poison the Well era immensa. Jimmy conitnuò a provare, ma a causa del rialzo delle temperature non è tuttora riuscito a venirne a capo.

Per perfezionare l'opera dovevo ritornare a Cresciano per completare il mitico progetto di Dreamtime. Soprattutto quando si ha a che fare con dei micro appigli, il caldo diventa il tuo peggior nemico, e così mi vidi sfumare il primo giorno, durante il quale decisi che non valeva nemmeno la pena di provare seriamente. Mi resi subito conto che per avere una chance dovevo aspettare il freddo e le buone condizioni. Il meteo mi indicò che l’orario ottimale si presentava all'una del mattino del 22 febbraio. Arrivammo al boulder alle 23, e dopo circa due ore di attesa percepii che era arrivato il momento.

Musica di sottofondo, pelle e temperatura perfette, focus massimo e zero stress. Così sono partito, ho scalato preciso e leggero, e prima che me ne rendessi avevo liberato REM, una nuova linea su un sasso ricco di storia. Durante la salita mi sono sentito connesso con la roccia, ma quando sono uscito ci ho messo un attimo a realizzare cosa fosse successo, visto che per un istante tutto pareva sfumato, come in un sogno.

Poison the Well e REM sono sicuramente due delle realizzazioni più memorabilie e significative che ricordo.




Photo:  Poison the Well, Brione , CH credits Paul Robinson 

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