Mathieu Maynadier, alpinista “full-time”

La riabilitazione e le riflessioni sull’incidente, mentre la testa già pensa alle sfide future: “Il problema è che quando uno è infortunato, ha un sacco di tempo per fare progetti!”

Published in News | mountain |
05 dic 2018
by SCARPA®
Tag: alpinismo mountaineering
Mathieu Maynadier, alpinista “full-time”

Ciao Mathieu, bentrovato. Prima di tutto raccontaci come stai!
Sto migliorando, ho finito da poco la riabilitazione. Ora posso fare tutto, ma comunque con attenzione. Per un paio di mesi ancora devi prendermi particolarmente cura della mia schiena. Ma a metà gennaio volo in Patagonia! Cercherò di essere in forma per quel momento.


Già lanciato su nuovi progetti! Però prima di tutto raccontaci cosa ti è successo.
Mi trovavo in Pakistan in una spedizione che puntava ad aprire nuove vie su vette inviolate. Banalmente, sono stato colpito da una scarica di sassi…

Cosa senti di aver imparato da questa disavventura?
A volte bisogna avere più attenzione nel cogliere anche i piccoli segnali che ti manda la montagna. Quando passi molto tempo in parete, inevitabilmente abbassi la guardia. Se vedi ogni volta scariche di sassi, dalle quali esci sempre illeso, ti senti invincibile, intoccabile. Non è così, questo incidente è stato un segnale…

È una bella lezione, grazie per aver colto l’occasione di ricordarcela! Ora raccontaci pure quali piani hai per il futuro.
Il mio obbiettivo principale non è cambiato. Sto inseguendo la salita di una via nuova su di un ottomila, in stile alpino. Probabilmente ci proverò nel 2020, e per prepararmi l’anno prossimo andrò in Pakistan, dove tenterò di scalare la parete sud del K6. Questa cima è ancora inviolata, e noi forse saremo i primi stranieri ad avere il permesso per questa spedizione. In autunno poi andrò su un ottomila, provando a scenderlo con gli sci.

Per prima cosa però ho questo viaggio in Patagonia di cui ti parlavo, a gennaio e febbraio. Non sono mai stato a El Chalten, mi sembra un bel modo per ricominciare con l’alpinismo dopo l’incidente. Il fatto è che quando uno è infortunato, ha un sacco di tempo per fare progetti!

 

Però, che fucina di idee! Raccontaci come è nato Mathieu, l’alpinista.
Ho 34 anni ed ho cominciato ad andare in montagna abbastanza giovane. A diciannove anni ero già Aspirante Guida, e questo mi ha permesso di vedere in altro modo l’alpinismo: in particolare l’aspetto della sicurezza. Da giovane forse mi sono preso troppi rischi…e senza neanche accorgermene! Ma ora le cose sono cambiate. Adesso riesco ad interpretare meglio la montagna, per capire quando ci sono buone condizioni e quanto no, anche se le sorprese ci sono sempre! Questo è il lato positivo del diventare esperti. Quello negativo invece è che passando un sacco di tempo in montagna capitano anche le volte in cui le cose si mettono davvero male.

 

Sei un alpinista molto polivalente. Come scegli I tuoi obbiettivi?
Si, mi piacciono praticamente tutte le discipline che si possono praticare! Le montagne sono grandi, offrono un sacco di opzioni. Cambiare sempre progetti, cogliere ogni occasione, mi mantiene motivato.
Il fatto di essere nato come scialpinista, mi fa essere facilmente allenato dal punto di vista aerobico. Questa è veramente un’ottima cosa per le spedizioni…

Non ti piacerebbe concentrarti magari su un’attività soltanto, specializzarti e fare un salto di qualità?
Viaggiando molto non è facile mantenere un buon livello di arrampicata su roccia, a volte è veramente dura ricominciare ad arrampicare dopo una spedizione. Diciamo che poi si torna in forma velocemente, ma è difficile migliorare. Al momento sono focalizzato sulle spedizioni, ma in futuro mi piacerebbe allenarmi ed alzare l’asticella come arrampicatore.

 

Dove vivi? E dove ti piacerebbe invece vivere quando sarai vecchio, e magari stanco?
Ora vivo a Briançon, ma viaggio per circa otto mesi all’anno! Passo anche molto tempo in furgone. Comunque sono sempre contento di tornare a Briançon, credo sia importante avere sempre un posto dove sentirsi a casa.Quando sarò stanco, sperando di non essere tutto rotto, mi piacerebbe stare in Verdon. È un posto stupendo sotto ogni aspetto dell’arrampicata. C’è un’atmosfera fantastica, e non è super-affollato come tanti altri posti alla moda.

 

Grazie Mathieu, è stato veramente un piacere condividere le tue emozioni, i tuoi progetti, e soprattutto la tua motivazione senza limiti! In bocca al lupo per le tue prossime avventure, noi restiamo qua ad aspettarti, e con il cuore ti seguiamo in giro per il mondo!

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