DOERTE PIETRON: “I AM SEARCHING FOR INTENSITY”

L’alpinista tedesca ci racconta la sua stagione tra arco alpino e India

La mia stagione di vie lunghe è iniziata a marzo, con l’ascesa in redpoint di “Super Cirill”, una via 8a+ di 10 tiri della Val Bavona, in Ticino. Questa via offre praticamente tutto: placche, fessure e diedri tecnici. È una via prevalentemente tradizionale, con spit nelle soste e qualche altro spit tra una sosta e l’altra. Il mio compagno di cordata Daniel ed io abbiamo provato la via durante un fine settimana, e ci siamo tornati due settimane dopo per affrontarla in redpoint. Non sono salita in modo molto fluido e nel passaggio chiave mi sono trovata più volte in difficoltà nei tratti chiave, per cui ho deciso di dimenticare tutto e di procedere stringendo i denti. Incredibilmente ha funzionato.

Ad aprile ci siamo dedicati allo studio di una via che Daniel aveva osservato quasi dieci anni prima, un ripido pilastro a Höllental, nella Germania meridionale. Abbiamo impiegato mezza giornata solo per raggiungere la base, sprofondando nella neve fino alla vita. Poi, ci sono voluti quattro giorni per completare la via. Era da tempo che non affrontavo una salita continuamente su percorsi vergini e all’inizio mi spaventava dover affrontare passaggi difficili nell’ignoto, sospesa su appigli precari. Ma ben presto ho iniziato a riscoprire il fascino di questa avventura. Abbiamo attrezzato sette tiri, cinque dei quali talmente duri da farci dubitare di riuscire a liberarli. Siamo tornati altre tre volte per lavorare sui vari passaggi e alla fine, a luglio, abbiamo completato un redpoint di squadra progredendo a comando alternato, con il primo e il secondo di cordata entrambi in arrampicata libera. “Hands Down” ha cinque tiri più difficili dell’8a e comprende anche un 8b.



Fra un tentativo e l’altro su “Hands Down”, le temperature eccessivamente alte per la stagione ci hanno obbligato a cercare un progetto su una parete nord. Abbiamo quindi deciso di provare “Black Beauty”, una via di dieci tiri aperta nel 2006 da Cristoph Hainz, Xandi Kreuzender e Roger Schäli sulla Schwarze Wand. L’avevano provata in molti, ma nessuno era ancora riuscito a salirla in redpoint. Abbiamo superato i primi sei tiri in on sight o flash, raggiungendo il passaggio chiave, un tratto di 55 metri tutto di resistenza. Daniel ha impiegato due ore per pulirlo e segnarlo, mi ha suggerito di provare a “flasharlo” e ho deciso di ascoltarlo. Ho conquistato la mia salita, difficoltà dopo difficoltà, riposando come potevo ed ero così stanca che le mani non mi rispondevano più. Nell’ultimo passaggio chiave, proprio sotto la sosta, ho fatto un salto disperato verso un appiglio segnato e miracolosamente sono riuscita ad aggrapparmi. Completare la prima salita in redpoint di quel tiro “flashandolo” mi ha dato una grande soddisfazione. Daniel l’ha salito in redpoint il giorno seguente. È difficile valutarne la difficoltà, ma dopo aver consultato altre persone che l’avevano provato, abbiamo optato per un 8b.

A fine agosto ci siamo diretti a Rätikon per provare “Gaza”, una via che Michi Wyser aveva appena ultimato sul 7. Kirchlispitze. Anche se tutti i tiri erano stati completati in libera, mancava ancora una salita continua in redpoint. Arrampicare su questa via è bello e abbastanza impegnativo, con cinque tiri 7c o di difficoltà maggiore e il passaggio chiave di grado 7c+/8a. Anche questa volta Daniel ha arrampicato per primo, studiando i movimenti, così ho potuto provare a “flashare” i tiri. È andato tutto bene fino all’ultimo tiro difficile, un 7c+ sui cui scorreva dell’acqua e che ho superato al secondo tentativo. Ancora due tiri facili e il primo redpoint era cosa fatta.

Mi sentivo in forma per cui mi è dispiaciuto un po’ non continuare la stagione di arrampicata su roccia in autunno. Così ho deciso di partire per l’India, per una spedizione con il team di giovani alpinisti del Club Alpino Tedesco, che ho allenato nei nove anni precedenti. Anche se la spedizione è riuscita perfettamente, mi sono ammalata per cui non sono riuscita a partecipare a nessuna delle ascese principali. Laura, Veronika, Raphaela e Jana hanno scalato tre montagne su vie nuove, una delle quali era una prima ascensione. Ma soprattutto abbiamo trascorso momenti molto piacevoli, un modo eccellente per chiudere il ciclo condiviso nei tre anni precedenti. 

In india ho fatto del mio meglio per mantenere la forma allenandomi con la trave da arrampicata ed ha funzionato. A ottobre, Daniel ed io ci siamo aggiudicati una duplice vittoria ai campionati mondiali di arrampicata delle guide di montagna, nella categoria maschile e femminile. Anche se non era un’occasione particolarmente competitiva, sono stata felice perché era la prima volta che partecipavo a una gara di arrampicata. Il giorno dopo, prima che il tempo peggiorasse, siamo andati a Hochwiesler, in Tirolo, dove sono riuscita a completare la seconda salita in libera del “Südwild”, una via di quattro tiri con difficoltà fino all’8b. Poi, ha piovuto per quattro settimane...

Ora è il momento della stagione invernale e anche se non vedo l’ora di sciare e arrampicare su misto, ripenserò con grande nostalgia agli innumerevoli giorni di sole trascorsi sul calcare alpino.

​​​​​Credits: Dörte Pietron