IL MIO SOGNO? IL CHILOMETRO VERTICALE PIÙ VELOCE DI TUTTI I TEMPI

Susanna Saapunki entra nel team SCARPA®. L’atleta finlandese che viene da sci e mountain bike si racconta tra amore per la montagna e voglia di vincere. “Punto alle medaglie, ora lo skyrunning è la mia priorità"
La montagna è fatta di roccia e cielo, di neve e distese verdi. Ma è fatta anche di persone. Quelle che incontri correndo, quelle con cui dividi pane e vino dopo un’escursione, quelle che trovano pace solo tra le vette. Ma la montagna è fatta anche di sfide, di coraggio e ambizione. E in mezzo a questi due volti dei monti c’è l’anima di Susanna Saapunki, 27enne lappone: vive a Rovaniemi, in Finlandia, uno di quei paesini che sembrano la casa di Babbo Natale tutto l’anno.

Adesso Susanna entra nel team SCARPA®, e lo fa con le idee chiare. “Voglio battere un record mondiale, e spero di riuscirci presto”. L’abbiamo intervistata: ecco il ritratto di un’atleta che ha anche un altro sogno nel cassetto, quello di imparare a fotografare.



Susanna, partiamo dal tuo rapporto con i monti. Quando è scattata la scintilla?
“Credo di aver avuto 17 anni quando son stata in montagna per la prima volta. C’era un cross-country team camp con nazionale finlandese a Ramsau, in Austria. È stato davvero fantastico, ho avuto la sensazione di voler passare più tempo possibile a respirare quell’aria. Dal 2017 in poi ho deciso di passare ogni anno qualche mese tra i monti italiani assieme a mio marito”.

Cosa ti è piaciuto della vita tra i monti italiani?
“Abbiamo adorato il cibo, le persone e il paesaggio. La mia grande passione è correre, dalla base alla cima del monte. In Finlandia riusciamo a farlo solo sulle colline, è un’altra cosa. E pensarci adesso, in questa estate dove tutto è bloccato per il Coronavirus, mi rattrista. Non possiamo venire in Italia per l'estate. Sento già nostalgia per le vostre montagne, dove ricevo sempre energia positiva e tranquillità”.

E invece la tua carriera da atleta come è decollata?
“Ho iniziato a fare sport quando ero una bambina, avevo quattro o cinque anni. Con il caldo, mi concentravo sull’atletica; d’inverno, sciavo. Mio padre è un ex atleta olimpico in combinata nordica. Quindi è stato naturale per me seguire le sue orme, cercando sempre di essere la migliore e di vincere”.


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Hai provato di tutto, dagli sci alla bici.
“Quando avevo 15 anni ho deciso che lo sci sarebbe diventato il mio sport principale. Da allora ho fatto parte delle diverse squadre nazionali finlandesi. Oggi gareggio nella Coppa del Mondo. Ma ho partecipato anche ad alcune competizioni di mountain bike, la prima volta è stato nel 2016. E ho provato davvero belle sensazioni in bici, mi pareva una cosa mia”.

Poi è arrivato l’innamoramento per il trail running. Come è andata?
“Durante le ultime estati ho provato a partecipare ad una mezza dozzina di gare di skyrunning, mi piacciono molto le vertical. Ho un ricordo indelebile a quello di Santa Caterina del 2017, un chilometro in verticale su 2,9 chilometri di corsa. Mi ricordo che in quell’occasione Marco De Gasperi mi incoraggiò. Ero un po’ spaventata, tutti mi dicevano che sarebbe stata una sfida di una intensità davvero brutale. La gara è andata davvero bene, sono arrivata seconda dopo Valentina Belotti. Ricordo quella giornata come un esempio di cultura montana italiana. Le persone si sostenevano a vicenda, si incoraggiavano e si sentivano felici nell’aiutarsi”.

Un’altra gara che ti piace ricordare?
“Sicuramente la Monno-Mortirolo, nel Bresciano vicino a Edolo. Era una domenica mattina tranquilla in un paesino montano, alla partenza ci saranno state una ottantina di persone tra i 10 e gli 80 anni. È stata probabilmente la gara più semplice che abbia mai corso, si trattava di raggiungere la cima del monte in meno tempo possibile. Sono arrivata prima, avevo infranto il record del percorso. Mi ricordo che alla fine mi sono seduta vicino alla fontana con altri atleti a mangiare l'anguria e a divertirmi. Ovviamente dopo ogni gara italiana c'è una festa con polenta e carne alla griglia, e sempre incontri nuovi e vecchi amici”.

Ma la montagna non è solo amicizia, è anche competitività, soprattutto quando si è in gara. Ti sei data qualche obiettivo nel mondo dello skyrunning?
“Adoro la sfida, adoro gareggiare: molti dei miei obiettivi futuri sono orientati alla medaglia, voglio vincere i mondiali nella corsa in montagna e nello skyrunning. Fino ad oggi mi sono concentrata sui vertical, a breve mi piacerebbe specializzarmi nei trail fino ai 42 chilometri. Ma prima o poi vorrei tentare di battere il record sul chilometro verticale. Sì, questo è il mio sogno: essere la donna più veloce al mondo sul chilometro verticale”.

Credits: Joonas Satta