Piolet d’Or 2014

Premiati Ueli Steck per la solitaria sull’Annapurna e Slawinsky e Welsted per la via sul K6 West

Sabato 29 Marzo a Courmayeur, è stato assegnato il blasonato premio internazionale di alpinismo Piolet d’Or 2014, proclamando vincitori di questa edizione lo svizzero Ueli Steck e i canadesi Ian Welsted e Raphael Slawinsky. Il primo per la salita della parete sud dell’Annapurna in solitaria, compiuta in sole 28 ore, e i secondi per la prima assoluta del K6 (cresta ovest), più volte tentata ma mai completata, che riporta l’attenzione sul Pakistan, sotto una luce diversa rispetto alle recenti vicende del Nanga Parbat.

Due le vittorie della 22esima edizione, per meglio rappresentare lo spirito del moderno alpinismo e l’etica dei Piolet d’Or, come dichiarato dalla giuria, presieduta da George Lowe e composta da cinque membri: Catherine Destivelle, Denis Urubko, Erri De Luca, Karin Steinbache Lim Sung Muk.

Due salite molto diverse, agli antipodi per quanto riguarda la pianificazione e gestione del rischio, così come viene dichiarato nel discorso conclusivo: “Le due salite che abbiamo scelto rappresentano i due estremi nella gestione del rischio. Raphael Slawinsky e Ian Welsted hanno pianificato attentamente la loro salita al K6 West, calcolando bene il tempo in modo da avere le migliori condizioni in parete (partendo prima dell’arrivo del bel tempo, con neve fresca per ridurre il pericolo di scariche di sassi e le difficoltà della scalata), e hanno pianificato i giorni in modo da poter riposare abbastanza ai bivacchi per mantenersi in forza. Al contrario con la salita in solitaria della parete Sud dell’Annapurna Ueli Steck ha accettato un grande rischio. Per 28 ore è rimasto completamente concentrato, sapendo che un passo falso lo avrebbe portato alla morte. Ueli stesso ha detto di aver scalato al limite delle possibilità”.

Nella stessa serata è stato consegnato il premio alla carriera “Walter Bonatti” allo statunitense John Roskelley ed è stata premiata la salita della Sud dell’Annapurna, effettuata dai francesi Stephane Benoist e Yannick Graziani, con una menzione speciale della giuria “per lo spirito di cordata che ha animato l’impresa”.

Di seguito un estratto del discorso di proclamazione e i commenti dei vincitori:
“Dopo aver raggiunto la crepacciata terminale, Ueli Steck ha dovuto accettare il fatto che il suo compagno riteneva la salita troppo rischiosa. Scalando la parete da solo, Ueli si è esposto lui stesso moltissimo. Nonostante non sapesse cosa lo aspettasse oltre i 6500 metri di quota, è riuscito a completare la via iniziata da Pierre Béghin e Jean-Christophe Lafaille nel 1992. La nuova via scalata in solitaria, in un velocissimo stile alpino sembra aprire a una nuova dimensione dell’alpinismo in alta quota”.

“Raphael Slawinsky e Ian Welsted – continua ancora la motivazione ufficiale – hanno affrontato una scalata molto difficile tecnicamente con alte difficoltà su ghiaccio e misto e superando passaggi strapiombanti. Al quarto giorno hanno capito di non poter continuare in cresta e sono tornati indietro spostandosi sul versante opposto della montagna e trovando un’altra possibilità per continuare fino alla cima. La loro spedizione è inoltre stata un bellissimo esempio di attenzione per la popolazione locale. Dopo aver saputo del massacro al Nanga Parbat, hanno deciso di restare, perché sarebbe un disastro per la popolazione pakistana perdere l’entrata economica proveniente dal turismo. Ian e Raphael anzi, vogliono incoraggiare altri alpinisti a non fare di tutta un’erba un fascio del Pakistan”.


K6 West - Piolet d'or 2014 Winner from Planetmountain.com on Vimeo.


Annapurna - Piolet d'or 2014 Winner from Planetmountain.com on Vimeo.