Tom riesce nell'impresa!

Tutte le sei pareti nord delle Alpi in inverno e in solitaria

Tom Ballard c'è l'ha fatta! Proprio allo scoccare del tempo massimo, durante l'ultimo giorno dell'inverno, il 26-enne alpinista inglese ha salito in solitaria la parete nord dell'Eiger, coronando così il suo ambizioso e pericoloso sogno di salire da solo e nello stesso inverno le sei grandi pareti nord delle Alpi. Quelle sei cime e pareti che, grazie alle loro dimensioni e bellezza, hanno maggiormente ispirato generazioni di alpinisti: la Cima Grande di Lavaredo, il Pizzo Badile, il Cervino, le Grandes Jorasses, il Petit Dru e l'Eiger.

Per ora non abbiamo molti dettagli ma quelli che ci sono bastano ed avanzano: sappiamo che Tom è salito lungo la storica via Heckmair ed è sceso dalla montagna già ieri pomeriggio. Sta bene e ora si sta riposando e riprendendo dalle fatiche, fisiche e psicologiche, di questi ultimi giorni, settimane, mesi e forse anche anni. Si perché, è importante ricordarlo, Ballard si porta su quelle grosse spalle un'eredità "importante": quello di essere figlio anche di Alison Hargreaves, considerata tra le più forti alpiniste di tutti i tempi. E' stata la Hargreaves, per esempio, ad essere la prima donna a salire l'Everest in solitaria e senza l'ossigeno supplementare, ed è stata lei la prima a salire in solitaria e nella stessa estate le sei grandi pareti nord delle Alpi. E' proprio da qui che nasce il sogno di Tom, che racconta in maniera inequivoca "ero lì con lei durante quel periodo. Inconsciamente è li dove questo progetto deve essere nato. Un po' della sua energia e passione per questo progetto dev'essere stata trasferito su di me."

L'en plein di questo bellissimo viaggio di Ballard è iniziato con la Via Comici – Dimai sulla Cima Grande di Lavaredo, salita con un freddo bivacco in parete tra il l 21 e 22 dicembre 2014. Un altro bivacco è stato necessario il 6 e 7 di gennaio per salire la Via Cassin al Pizzo Badile, mentre il 10 febbraio Ballard ha messo piedi - per la prima volta in assoluto - sul Cervino. Un incontro a dir poco fulmineo, in sole 3 ore ha salito la Via Schmidt, dimostrando ancora una volta di avere non soltanto gran fiato ma anche superbe capacità tecniche e tenacia. Tre caratteristiche che gli sono servite per due altre due montagne che non conosceva affatto fino a pochi giorni fa: le Grandes Jorasses salite lungo la mitica Via Colton – Macintyre in 3 ore 20 minuti il 08/03/2015 ed il Petit Dru, salito per la via Allain – Leininger. Proprio quest'ultima salita ha quasi rovinato tutto, in quanto Ballard ha sbagliato il timing e pensava di aver perso la piccola finestra di bel tempo. Ma  il 14 marzo gli è stata offerta un'altra chance che ha colto senza esitazioni, per poi cimentarsi nel rush finale: veloce spostamento a Grindelwald in Svizzera, avvicinamento alla base della parete dell'Eiger che conosceva già, poi l'ultima salita del sestetto da sogno.

Ci vorrà del tempo per capire e comprendere queste salite di Ballard. Per certi versi hanno un sapore quasi "antico", forse proprio a causa della scelta di ripercorre, appunto, pareti conosciute per vie esistenti. Forse anche per lo stile con i quali sono stati affrontate, con pochi amici intimi e senza grosso clamore mediatico – osiamo dire che se non fosse stato per gli occasionali aggiornamenti su Facebook, Ballard avrebbe tranquillamente potuto fare tutto in sordina, senza che nessuno si accorgesse di quello che stava succedendo. Ma è importante capire che, come spesso accade, le apparenze ingannano, ed è proprio in questo "sapore antico" che sta tutta la forza e bellezza di Tom e del suo progetto. Salire soltanto una delle sei grandi pareti nord è già un importante traguardo. Farle tutte e sei, da solo e anche nello stesso inverno, vuol dire avere capacità psicofisiche che sono ben oltre il normale, e che si aggiungono ad un profondo amore e rispetto per la montagna. Caratteristiche uniche, che permettono di salire con le stelle e con le tempeste. Con, appunto, Starlight and Storm.

grazie a planetmountain.com per testo e foto